venerdì 18 marzo 2011

ROVESCIAMENTO DI RUOLI

Parliamo, in questa lezione, della più grande paura attuale dell’uomo moderno: la donna. Ebbene si, da uno studio condotto dalla sezione di “Fobiologia maschile applicata” parrebbe che le turbe che assalgono gli uomini nel mettersi in relazione con le donne son sempre più in crescita. E’ il vero e proprio dramma che assale l’uomo moderno. Il problema, in parole povere si può tradurre con: ROVESCIAMENTO DEI RUOLI. Noi donne ci siamo troppo evolute, ci siamo troppo emancipate, adesso occupiamo posti di potere, adesso alziamo la voce se vogliamo. Insomma, il maschio perde il suo ruolo dominatore, quello che ha avuto fin dall’età della pietra quando lui andava a cacciare i cinghialetti nel bosco mentre la sua donna doveva occuparsi di TUTTO il resto.
Insomma, se l’uomo moderno è bloccato, impaurito, insomma INTREGO, è tutta colpa nostra, e del rovesciamento di ruoli che, a detta loro, noi abbiamo voluto a tutti i costi. Ma allora, io dico, ma se noi donne è da una vita che combattiamo per i nostri diritti e le nostre idee, ma TU, uomo, forte, virile ecc ecc adesso non hai voglia di farlo tu, quello che lotta? Invece di lamentarti e addossare colpe, lotta, prova a riguadagnarti quel “posto di potere” che lamenti di aver perso per colpa “nostra”.
Però viene da pensarlo, forse un po’ la colpa è anche nostra. Pare che siamo diventate aggressive, fortemente selettive, molto pretenziose, insomma non ci accontentiamo più. E’ quindi vero che ci siamo emancipate troppo e l’uomo, di natura dominatore, ne è rimasto spiazzato? E’ dunque vero che c’è stato o, si sta realizzando, il così temuto rovesciamento di ruoli???
Per spiegare il fenomeno è forse bene concentrarsi su casi concreti, sperimentati da alcune volontarie nell’approccio diretto con uomini moderni.
LA CONOSCENZA: Se una volta era l’uomo che si buttava, nel tentativo di conoscere più donne possibili, anche a costo di rimediare un sacco di “no” e di figuracce, ora non è più così. Una volta lui vi guardava, poi si avvicinava, e, spigliato o no, tentava di iniziare una conversazione. Conversazione interessante o meno, non importa. Almeno TENTAVA. E adesso? Immaginiamo un contesto classico, il pub, il bar, insomma quei posti dove, se ci si impegna, si può anche cuccare. Il maschio medio se ne sta spesso con sguardo ebete in mezzo ai suoi amici. Sorseggia il suo drink, si guarda intorno. Vestito bene, mocassino, pantalone col risvoltino in fondo perché l’ha detto Karl Lagerfield, capello pettinato. E profumo. Ettolitri di profumo che se gli passi a fianco per poco non svieni. Se ne sta lì,ogni tanto spara qualche commento sulle ragazze all’amico di turno. Le fissa. Le scruta. Ma permane immobile, come un cinghiale imbalsamato. Voi magari lo trovate bello, ed iniziate a guardarlo sperando che qualcosa in lui si risvegli, che abbia un’ “epifania”. Ma niente. Lui vi ha notata, vi guarda ogni tanto di sfuggita, ma non si sradica dalla sua sedia e dal suo amato spritz. Il gioco di sguardi, si bello ed intrigante, ma ad un certo punto rischiate lo strabismo. E lì dovete intervenire voi. Dovrete forse andare voi a parlargli. Ben ci sta, mi verrebbe da dire: abbiam fatto le fighe per emanciparci, adesso ci becchiamo anche il ruolo di cuccatrici.
IL PROBLEMA DEL CONTATTO FISICO:Qui so che potrei avere un sacco di lamentele e opinioni inverse dagli uomini (credo pochi) che seguono le lezioni. Ma me ne fotto. Ovviamente si ricorda che non vogliamo generalizzare,ma sono stati testimoniati da alcune nostre allieve, casi di “intreghezza da primo passo”. La gravità di questo disturbo del maschio moderno è di due livelli, li chiameremo A, e B ed andremo ora velocemente a descriverli:
caso B: il meno grave. Dovuto essenzialmente ad una timidezza del maschio, caratteristica tutto sommato apprezzabile ( a dosi non troppo elevate). Il maschio in questione non si accingerà mai a fare il primo passo con voi se non gli darete un input (una battutina, un gesto, oppure, fate prima, dicendoglielo direttamente). Poi si sblocca e la cosa procede liscia.
Caso B: intreghezza massima. Il maschio, in questo caso non ce la fa. Uscirete una volta. Due volte. Tre volte. Quattro. Cinque. Aspetterete che vi baci, ma anche che vi dica qualcosa che può lasciar presagire che sarebbe intenzionato ma che gli servirebbe una spintarella. Ma niente. Voi aspettate, perché, si ok bisogna essere pazienti, ma dopo cinque appuntamenti vi viene il dubbio. Pensate di non piacergli, ma lui vi dice che con voi sta benissimo, che siete bellissime e meravigliose. E aspettate un suo gesto, un suo bacio. Ma non arriva. Le occasioni ci sono ma lui non le sfrutta. Allora vi rompete le balle. Poi vi dice che si sta costruendo un qualcosa di bellissimo tra di voi. Voi pensate che sia asessuato, a quel punto. Cercate di provocarlo, però lasciate che sia lui a fare sto primo passo, insomma, è sempre stato l’orgoglio maschile, sto maledetto “primo passo”. Sfoggiate gonne inguinali, scollature stupefacenti, attingete a tutte le vostre conoscenze sul linguaggio del corpo. Ma niente. Le statue del Louvre probabilmente ci avrebbero provato prima di lui.Che fare dopo il decimo appuntamento di questo genere?
a) Rinunciare
b) Parlargli (scelta sconsigliata, non capirebbe)
c) Passare all’azione, saltargli addosso. (poi, attenzione, il maschio rimuoverà questo evento e agli amici racconterà: “si, si sai com’è era lì e allora ne ho approfittato..”)
Tutto ciò, ci porta a farci delle domande, molte domande:
E’ quindi vero? E’ colpa nostra tutto questo? Siamo noi che mettiamo così tanta paura a questi uomini? . E’ vero che, come dicono alcuni, stiamo sempre a lamentarci, che quando l’uomo era stronzo e porco lo volevamo sensibile e adesso invece lo vorremmo più porco? Ma soprattutto, com’è possibile che non si riesca a trovare un equilibrio di forze maschili e femminili? Perché se noi donne siamo diventate forti non possiamo trovare uomini altrettanto forti che ci possano stare accanto?

Nessun commento:

Posta un commento

Hai trovato la lezione interessante? Hai suggerimenti sulla didattica? Scrivici!