mercoledì 27 aprile 2011

UN GRANDE QUESITO- intervento di una famosa docente del corso "comportamenti femminili",

Mi attacco oggi all’intervento-video della cara Camilla, che parlava di donne e si chiedeva il perché spesso gli uomini preferiscano donne senza un senso, superficiali, ma soprattutto APPICCICOSE, troppo GELOSE, POLEMICHE e LITIGIOSE, a donne che invece condividono con loro interessi, passioni e che sono indipendenti, materialmente o mentalmente che sia.
La questione è spinosissima, ci si può arrovellare per ore ed ore cercando di risolvere il quesito, ma spesso non si arriva mai ad una conclusione razionale. Perchè le donne migliori sono inesorabilmente single?. Sono belle, sono intelligenti, simpatiche, sanno affrontare qualsiasi tipo di conversazione, sono di ottima compagnia, sono indipendenti. Ma sono sole. Gli uomini non mancano certo, ma vanno e vengono, nessuno di loro si ferma, nessuno di loro sembra abbia il coraggio o la voglia di approfondire una personalità bella, forte ed indipendente. Per pigrizia? Oppure, per PAURA? E si che, la maggior parte di queste donne non ha grosse pretese, ha solo voglia di trovare un uomo che possa starle accanto, semplicemente e senza troppi problemi, senza troppe ansie. Hanno semplicemente bisogno di qualcuno che si assuma la responsabilità di dire: “ SI, ci sto io con te”. E’ una pretesa così utopica? Sembrerebbe di si. Gli uomini fuggono. Ma, allora, altra domanda viene spontanea, dove fuggiranno mai questi uomini?
Vanno da loro. Dalle stronze. O peggio, perché le stronze bene o male, hanno una loro personalità. Peggio. Vanno dalle “vuote”. Io ho ammirazione per il genere femminile, e si sa,però non posso negare che a volte mi son trovata ad aver vergogna di alcune donne che ho incontrato. Le “vuote” appunto. Sono quelle che vivono così, giusto perché così si fa, che non hanno interessi, che non sanno di cosa parlare o se lo sanno, son cose talmente noiose che farebbero addormentare anche uno che ha appena bevuto 12 caffè. Eppure gli uomini, quando fuggono, finiscono, in molti casi (ovviamente non in tutti) proprio LI’. Da loro, nelle loro braccia, nei loro letti, nelle loro (nulle) conversazioni. E tu li incontri , uomini che magari hai conosciuto o amato, dopo anni, mano nella mano con una di queste donne, e ti sembrano raggianti, molto di più di quando stavano con te. Allora ti scervelli, inizi a pensare, “ma allora è colpa mia”. Inizi a pensare che forse la conversazione non lo interessava, che magari in quei momenti in cui parlavate lui aveva in mente solo la camera da letto. Pensi anche che effettivamente avere interessi in comune è una cazzata, poi si creano rivalità, competitività, frustrazione. Meglio che lui si occupi di macchine e tecnologia e lei di rossetti e piastre per i capelli. Ne pensi di ogni, guardando il tuo ex maschio che guarda in maniera beota la sua donna. Donna che come minimo sarà anche quella che gli farà dei gran cazziatoni, che gli dirà un sacco su, che farà scenate di gelosa, cosa che tu hai sempre cercato di evitare, per non sentirti dire “ e che palle, voi donne sempre a polemizzare!!!”. Invece pensi, che forse, dovevi farli anche tu, i cazziatoni. Forse è un po’ sadico, e gli piacciono le ramanzine. Insomma, pensa che ti pensa alla fine capisci che tutte le cose che hai pensato son gran cazzate. Che ognuno farà la vita e gli incontri che si merita. A volte, quando non c’è una risposta plausibile bisogna essere fatalisti. Però il quesito ti rimane in testa: perché le donne più belle (in tutti i sensi) che conosco non trovano uno straccio di uomo che sia disposto a fermarsi? Perché tutti si fermano da altre parti, perdendosi davvero tantissimo divertimento e tantissima bellezza e tantissima felicità in più? E’ sadismo? E’ pigrizia? E’ paura?

Le ricerche continueranno finchè non riusciremo a fornirvi, mie care alunne e lettrici, una risposta per lo meno plausibile a questo grande quesito che, scommetto, ha toccato almeno una volta nella vita ognuna di voi. Aspetto quindi molti vostri commenti, per poterne discutere insieme.

venerdì 15 aprile 2011

Oggetto amico non identificato

NOVITA' NEL NOSTRO MASTER!!! Ringraziando un professoressa speciale, direttamente da Padova, una lezione VIDEO su uomini moderni, romanticismo e anche sulle donne!! Buon ascolto, buona visione e ancora grazie alla nostra nuova docente!!!


mercoledì 13 aprile 2011

passioni del maschio 3: LA FOTOGRAFIA

Oggi, mie care, vi parlerò brevemente di una nuova passione che sembra mietere sempre più vittime maschili: la macchina fotografica. Un tempo, sentivamo i nostri amati uomini discutere animatamante sulle moto, cilindrata, marca e bla bla. Adesso tutto ciò sembra essere passato di moda. Ora, le più animate discussioni saranno su obiettivi, cavalletti, messe a fuoco e zoom. Ho assistito personalmente, qualche settimana fa, ad un dialogo, durato circa 40 minuti tra due uomini. Tutto sulle macchine fotografiche. Per i primi dieci minuti ho finto interessamento, sperando e confidando che il discorso si sarebbe ben presto spostato su altri argomenti. Ma, dopo il ventesimo minuto in cui i due esemplari maschili, accaldati ed infervorati, si scambiavano consigli, e anche battutine maligne (uno pareva biasimare l’altro perché il suo cavalletto non era abbastanza professionale), mi è scappato da ridere. Poi mi sono assentata dalla conversazione, pensando ai fatti miei. Sono tornata alla realtà quando ho sentito un dibattito sulla lunghezza: “si ,ma più lungo è meglio è”, “mah, l’importante è che lo si sappia usare” e frasi del genere. Pensavo si fosse passati a discorsi più hot. NO. Parlavano degli obiettivi, o di non so quale diavoleria.
Dopo i quaranta minuti infernali, ho pensato che sarebbe finita lì: NO. Uno dei due maschi, perché dopo la teoria bisogna passare alla pratica, ha voluto mostrare al suo stimato collega tutte le foto. Tipo 100 foto. La prossima volta che soffro di insonnia invece di prendere la valeriana, chiamerò due uomini che si mettano a disquisire di fotografia.
Non è tutto. Durante una delle mie gite di piacere, sul lago di Garda ho notato, perché ormai ho una deformazione professionale ed osservo tutto per voi potervelo riferire al meglio, che molte coppie ormai sono diventate triadi. E non intendo lui, e lei e il grazioso bambino nel passeggino. E nemmeno lui, lei e l’altra/altro. Intendo lui, lei e la macchina fotografica. Il lago, al tramonto, è molto pittoresco. E anche molto romantico. Ma che fare, mie care, se il vostro lui preferisce abbracciare la sua macchina fotografica piuttosto che voi? Che fare se resta 45 minuti immobile per cercare di prendere “quella gamma di colori bellissimi tipici del tramonto, ma come fai a non vedere l’ARTE???”. Tre sono le possibilità:

1) Esasperate da questa terza incomoda, una soluzione è farsela amica. Ovvero imparare a fare foto artistiche. Le problematiche di questa soluzione sono due: innanzitutto, la spiegazione di diciotto ore del vostro uomo che vi crederà incapaci e vi spiegherà tutto nei minimi dettagli. In secondo luogo il risultato: se voi otterrete foto migliori di lui, che sarebbe capace di appoggiare il cavalletto in bilico su uno strapiombo per fare quella bella foto ai gabbiani (che penseranno di sicuro “ma farte i cazzi tua???”), allora son problemi. Perché gli scatterà dentro il tipico spirito di competizione che lo porterà a livelli di acidità e di esasperazione molto alti. Potrebbe, però, anche verificarsi che, scoraggiato dalla vostra bravura, egli rinunci alla macchina fotografica e che la vostra relazione torni quindi normale

2) Se l’arte fotografica non vi ispira e non fa per voi, interessarsi non serve a nulla. La seconda opzione, quella più praticata dalle donne studiate sul lago, è il “ricorrere ad altri hobbies”. Dopo cinque minuti di osservazione sconsolata del proprio uomo che fotografa un mozzicone di sigaretta per terra pensando sia ASSOLUTAMENTE ORIGINALE, decidono di dedicarsi ai cavoli propri. Lettura (meglio libri lunghi, consigliato “Anna Karenina”), pedicure, manicure, telefonata alle amiche,capatina dal parrucchiere, dall’estetista. Dopo quattro ore può essere che il vostro uomo abbia esaurito le batterie della macchina fotografica. O che gli sia venuto mal di mano. O che sia diventato strabico.

3) Per le più audaci ecco l’opzione “scorrettezza”, altresì detta “sabotaggio”. Consiste in una preparazione pre- gita che prevede l’inserimento di pile o batterie scariche nella macchina fotografica. Attenzione,però che il vostro uomo potrebbe averne di riserva. Sostituite anche quelle con pile scariche. Se il vostro uomo ha pile “di riserva della riserva”, allora fate sparire la macchina fotografica. Ma doppia attenzione alla crisi mistico-isterica del vostro uomo che potrebbe sfiorare il suicidio.


Insomma, la fotografia è la nuova passione del maschio moderno. Presa con “creansa” ci può anche piacere, ma dato che sappiamo come l’uomo ami follemente le sue passioni, attenzione! Una nota positiva,però, dobbiamo per forza segnalarla: forse, il vostro maschio, potrebbe, dopo tutta la pratica che ha fatto, riuscire a farvi delle belle foto. E noi donne vanesie una bella foto la apprezziamo sempre.

domenica 10 aprile 2011

Principe azzurro dei miei stivali


Cari/e studenti/esse,
il blog è tornato e alla grande!

Ringraziamo profondamente la prof.ssa Costanza LaCoquee (laureata col massimo dei voti in Filosofia Morale Maschile alla Rock'n'roll Academy di BoLondon) per aver voluto partecipare al nostro master con il saggio che segue, frutto di una ricerca su campo di durata pluriennale sulle reazioni psicosomatiche del maschio di fronte alle responsabilità e le imponenti conseguenze sociologiche che queste comportano.

Buona lettura e via al dibattito!


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Nella vita di una donna, ahimè, capiterà sempre di incontrare un Principe dei miei stivali. E' una costante, un po' come la Candida: una volta nella vita colpisce tutte le gentili signorine. E non è mai piacevole.
E non state li a festeggiare se ancora non vi è successo, mi spiace rovinare i vostri piani, ma prima o poi succederà. Sia la candida, sia incontrare un principe dei miei stivali.
Dovesse non capitare, non mi resta che dire che siete davvero donne fortunate.

Il problema fondamentale nella vita di noi single in cerca di un ragazzo (anche part time) è che gli uomini bravi, belli e da sposare sono gran pochi. E, molto spesso, sono fidanzati con qualcuna.
Che non sei mai tu.
E nella ricerca di un ragazzo decente, si incontrano queste personalità a parte, denominate anche
principi dei miei stivali.
Perché sono tutt'altro che azzurri, tutt'altro che perfetti, tutt'altro che sposabili, tutt'altro che affidabili.

Esistono molte tipologie di Principe Azzurro dei miei stivali. Andiamo con ordine.

Il deciso immaginario.
Il deciso immaginario è uno che nella vita prende decisioni a caso. Che pensa di essere molto deciso, di sapere cosa vuole, ma in realtà, manco sa di essere al mondo.
Se siete incappate in questo principe, vi sentirete, per tutto il tempo della vostra
non relazione, delle povere sceme che rincorrono questo eterno indeciso, delle cretine, perché non capirete mai quello che lui vuole, quello che sta cercando di dirvi. Perché nemmeno lui lo sa.

Deciso immaginario è il tipico che, dopo un bacio appassionato, vi dice:
"Che cosa stiamo facendo?" "Ci baciamo?" "Ma siamo sicuri che vogliamo farlo?" "Non so, vogliamo giocare a carte?" "NON SCHERZARE, PER FAVORE."
E poi comincerà a raccontarvi che vi ama, ma non è pronto. Che è tutto bellissimo, ma in realtà è bruttissimo. Che vuole stare con voi, ma in realtà vuole stare anche con quella bella fica che ha incontrato l'altro giorno al pub.

Il deciso immaginario va a giorni: ci sono giorni in cui ha deciso che vi ama alla follia, vi prometterà matrimonio e anelli di fidanzamento, bambini con i vostri capelli e i suoi occhi, viaggi e vacanze tutte spesate perché "Voglio stare un po' con te da solo, tranquilli".
Il giorno dopo, deciso immaginario ha già cambiato idea: non è più sicuro di volere bambini con i vostri capelli e i suoi occhi, non è sicuro di amarvi, forse dovremmo aspettare un po',
verrà il momento giusto per stare insieme e comunque sai che per me sei importante.
Deciso immaginario poi scomparirà, probabilmente a fare si o no con le margheritine nei prati fioriti per decidere se stare con voi o no.
E un mese dopo avrà deciso che il vostro momento giusto in realtà non esiste, e i bambini li vuole con gli occhi suoi. E i capelli di un'altra.

Vento di ormoni.
Il principe dei miei stivali
"Vento di ormoni" è, per prima cosa, bellissimo.
E' così bello che vi chiedete perché mai voglia uscire con voi.

Vento d'ormoni vi porta fuori a cena, vi sembra tutto così carino e gentile, vi parla della sua famiglia, vi chiede che cosa fate questa settimana, vi dice che vorrebbe rivedervi.
Poi vi accompagna alla fermata dell'autobus e vi manda pure un messaggio.
E' fatta. Dite. Tra di voi. L'ho trovato. E' lui. Vi scrive tipo:
"Che bella serata. Il posto che hai scelto era bellissimo. Sei veramente speciale. Mi è piaciuto molto parlare con te."
Roba che una già si vede fidanzata nella casa di campagna a conoscere la mamma durante la stagione di tiro al piattello nel Kent.

E poi uscite la seconda volta e questo manco finito di mangiare vi mette la lingua in bocca e vi dice:
"Andiamo da te?" "Scusa?" "E' che la volta scorsa era tardi e il giorno dopo dovevo andare a lavorare. Domani invece sono libero."

E quindi vento di ormoni
finge di essere gentile, per averla in fretta. Se poi alla seconda uscita non gliela date, non vi cercherà mai più. Ma non vi cercherà più in qualunque caso.
Alla faccia che gli era piaciuto tanto parlare con voi.

Il bel smemorato.
Con Principe dei miei stivali bel smemorato è una cosa veloce, rapida ed indolore.
Non passate mesi a rincorrervi come con deciso immaginario, ne cene fuori a cercare di evitare i baci con lingua di vento di ormoni.
Bel smemorato lo conoscete una sera a caso perché non si sa. Vi siete visti e vi piacete. Decidete di andare fuori a cena, poi a bere qualcosa, anche con i suoi amici.
C'è quel
"ci provo-non ci provo" molto divertente: manine che si sfiorano, sguardi seguiti da sorrisi, "Vado a prendere da bere- vengo anche io."
E' ormai la fine della serata, voi siete tutti un po' allegri, sto ci provo non ci provo oramai ha rotto e volete anche un ci provo seriamente perché lui ci piace.
Decidete di andare a ballare.

Mentre camminate, o salite in macchina, o prendete un taxi, lui vi dirà:
"Non posso. Sono fidanzato."
"Cosa?!" "Eh, sono fidanzato. Se non torno a casa la mia ragazza mi ammazza." "Ma scusa, dirlo prima?" E lui ora si farà piccolo piccolo, e stordito e ubriaco vi dirà:"Mi ero scordato."
Come ci si scorda del bucato nella lavatrice, in pratica.

Il trombateur de tutt le femmes.
In questa categoria rientrano tutti i single over 30 con quella tendenza a restare ventenni con il cervello e con il pene, in un corpo e in un lavoro da adulti.

Il
trombateur de tutt le femmes è un fico. Nel senso che è proprio bellissimo. Potrebbe fare l'attore. Ha anche un po' questo fascino del più grande, vissuto, maturo, trombatore seriale.
Insomma: è proprio irresistibile per tutt le femmes, e lo sa benissimo, e colleziona femmine di tutti i luoghi e di tutti i continenti. Colleziona anche numeri di telefono che non userà mai più una volta ottenuto il premio.
Lui non amerà mai nessuna. Ma se le farà sempre tutte.

Trombateur de tutt le femmes, come tutti i belli, è un
egocentrico a livelli cosmici. Di quelli che il suo ego vorrebbe prendere il tuo posto sulla sedia mentre siete fuori a cena e ascoltarsi da solo. Di quelli che di quello che fai tu, non gliene può fregare di meno.
Lui non ti fa domande, non ti chiede nulla della tua vita. Niente. Mica gli interessa.

Ti racconta delle ex, di quelle con cui è uscito, di quella volta che questa si è addormentata, di quell'altra volta quando lui le ha detto che se ne poteva andare, delle altre 32 italiane con cui ha avuto una storiella...
Tu poi parli un po' e lui si accorge che non sei del tutto tonta, pronta a
smutandarti allo schioccare delle sue dita e allo scoccare del finire della cena, e ti dice: "Ma lo sai che sei proprio intelligente e bella?"

E voi per un attimo ci sperate, di averlo conquistato. Poi in realtà vi accorgete che lo stava dicendo al suo ego, che nel frattempo vi ha gettato giù dalla sedia e ciao. Ciao. A mai più.

Il principe di 'sta ceppa.
Il peggiore di tutti gli esemplari di principi dei miei stivali.

Lui è quello che sembra il principe azzurro perfetto, e poi si rivela il peggior esemplare di stronzo.
Ha una bella casa, un bel lavoro, è bello, simpatico, divertente, vi chiama, vi corteggia e vi porta in dei posti bellissimi e parlate un sacco, e non vi parla delle sue ex, non vi chiede di andare a casa vostra dopo la prima cena, non è fidanzato, e non si è scordato di dirvi nulla.
Vi viene il dubbio che sotto tutta questa perfezione si nasconda una cacata. Ma pare di no.

Vi porta in giro per la città, vi fa scoprire cose nuove. Ti chiede moltissime cose e sembra pure interessato, e ti da consigli.
E' tutto perfetto. E con tutto intendo tutto. Pensate che l'avete trovato: è lui il principe.
E' li che lui vi fregherà.

Nel momento in cui voi cominciate a pensare che è qualcosa, che insomma, non sono più due uscite ma sono tipo 45, che si va d'accordo e ci si presenta agli amici, è li che lui vi chiamerà (perché non riesce a vedervi in faccia e dirvi la verità) e vi dirà:
"Mi spiace, non riesco ad andare avanti. Non sono fatto per fare il ragazzo. Non sono fatto per fare il tuo ragazzo. Sei troppo per me. Sono un'idiota. Non buttare giù il telefono, ti prego, parliamone."
Si, parliamone. Parliamo di quanto non sei fatto per fare il principe ne il ragazzo.
Ma di quanto sei principe di 'sta ceppa ne vorrei proprio discutere.

Questi sono solo alcuni dei principi dei miei stivali che una ragazza può incontrare nella dura giungla della singletudine.

Io sono single, e non dispero. Anzi.
Perché care mie, poteva andarci peggio: a quest'ora potevamo essere fidanzate con uno di questi principi dei miei stivali.
E allora si, che erano cazzi amari.


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Se volete rimanere aggiornati sugli studi internazionali della prof.ssa LaCoquee, vi rimandiamo al suo "Bloggo": civuolecostanza.blogspot.com