mercoledì 18 maggio 2011

Sociologia del maschio: TI VUOI METTERE CON ME??? (prima lezione)

Un excursus sulle attitudini sentimentali del maschio dall'asilo all'età adulta.


Inizieremo oggi la prima di una serie di lezioni di “sociologia del maschio” trattando i metodi di approccio maschili, il romanticismo e l’attitudine all’amore e alle relazioni attraverso un excursus “storico- antropologico” che analizza il maschio e le sue tendenze a partire dall’asilo fino all’età adulta. Vista l’ampiezza dell’argomento, sarà forse necessario spezzare la lezione in più parti.


Cominciamo dagli esordi. Il maschio ha, fin dalla nascita, una tendenza innata all’approccio che durante il corso della sua vita andrà notevolmente cambiando (aumentando o diminuendo con l’età, a seconda del soggetto). Alla scuola materna i bambini appaiono spigliati come mai non lo saranno in tutta la loro vita. Approcciano le bambine senza tanti convenevoli e si fidanzano in un battibaleno. Le dimostrazioni d’affetto (abbracci, ma anche bacetti) sono all’ordine del giorno. Mai una donna si sentirà più così coccolata. E mai un uomo sarà più così romantico.

Alle elementari infatti, la situazione inizia a complicarsi, sebbene il livello di romanticismo nell’elemento maschile permanga ad un livello che mai più ritroveremo in futuro. Il maschio mette in pratica le nuove conoscenze acquisite, soprattutto quella della scrittura. Si nota ancora un atteggiamento coraggioso da parte del maschio, solo il metodo di fa più elaborato. Diciamocelo, mie care ragazze, chi di noi alle elementari non ha ricevuto uno di quei fantastici bigliettini, spesso anche riccamente decorati con cuoricini ed ogni sorta di disegno romantico? E al centro di questo tripudio di disegni eseguiti con la massima cura e dedizione la scritta, in stampatello enorme ed incerto: TI VUOI METTERE CON ME? Seguito dalle tre possibilità, che voi dovevate scegliere, modello esami a crocette. SI, NO, e, a volte, se il bambino era un insicuro, anche il FORSE. Quante emozioni, quei bigliettini. Quanto ragionamento prima di barrare la casella definitiva. E che facilità: SI, ecco siamo fidanzati e durerà per sempre, NO, niente dai, sarà per la prossima volta. E la reazione del mittente della grande domanda accettava tutto con grande facilità. Se era un SI, bene, partiva il fidanzamento, qualche regaletto, la manina se proprio, niente di più. Se era NO, pazienza, il mondo non finiva, bastava cancellare con la gomma la risposta negativa della ragazzina e mandare la stessa missiva ad un’altra. Insomma, c’era particolare arditezza a quei tempi.

E’ il periodo delle medie, che, a mio parere, va a portare un totale “bouleversement” (spesso in senso negativo) nel maschio. Da qui in poi, il picco di romanticismo, che abbiamo trovato a notevoli altezze nei periodi precedenti, conosce una caduta senza precedenti, forse la più bassa dell’intera carriera sentimentale del maschio. Ma cosa accade nella mente del maschio affinchè si produca un tale e radicale cambiamento? Il fattore scatenante è l’incontro con altri maschi, che porta alla formazione del “temibile” branco. Ragazzini delle medie che si muovono tutti insieme, con l’obiettivo principale di scoprire la loro virilità. Vogliono sentirsi uomini adulti, quindi via libera a tutte le grezzerie peggiori, cose che un adulto, ricordiamolo a questi ragazzini, non farebbe comunque. E, proprio in questo periodo, nasce, conseguentemente al riconoscimento del maschio all’interno del suo branco, una sorta di “odi et amo” nei confronti del sesso opposto. Le sensazioni del maschio nei confronti delle ragazze sono duplici. Da una parte esse sono esseri inferiori, in quanto esterne al branco, dall’altra non si possono ignorare i primi ormoni che inesorabilmente li spingono verso queste strane creature, tanto diverse da loro. A questo punto vi sono due possibili atteggiamenti che abbiamo analizzato nei maschi di questa età: c’è chi, inesorabilmente, continua a negare l’esistenza delle femmine, resta ancorato al suo branco, e risveglia i suoi ormoni solo alle superiori e chi,invece, risponde al richiamo dell’”ormone-impazzito-da-medie” e tenta l’approccio e la conoscenza della razza aliena femminile. Ma come si verifica questo approccio? Spesso il maschio-delle-medie, che appare agli occhi altrui insolente e sbruffone, nasconde con questo suo atteggiamento una totale insicurezza. Insicurezza ,normale a questa età di passaggio, che si ripercuote necessariamente anche nelle tattiche di approccio. Passato di moda il messaggio scritto delle elementari, considerato superato e “troppo romantico”, si ricorre spesso alla figura dell’ “ambasciatore”, ovvero un amico, che ,oralmente, riporta la gentile richiesta alla donzella. Così, mentre il mittente si cela dietro ad un muro, nascosto, ma con l’intenzione di osservare, non visto ogni minimo cambio di espressione o gesto della ragazza amata, l’”ambasciatore” avanza, un po’ timoroso, verso il branco femminile (perché ovviamente, come i maschi si compattano assieme, la stessa cosa succede anche alle femmine, e per par condicio diciamo che il livello di intelligenza non è poi così diverso). L’ambasciatore viene scelto spesso per il suo grande coraggio ed il suo estro: insomma, avvicinarsi ad un compatto gruppo di femmine, attirare l’attenzione su di sè e prendere da parte la ragazzina in questione, non è cosa facile, e noteremo in seguito, quanto la cosa si faccia più complicata in età adulta. Insomma, l’amabasciatore, superato il nugolo di ragazzine, prende da parte la diretta interessata e recapita il messaggio, mentre il mittente osserva nervoso nel luogo nascosto. La fregatura peggiore che può capitare in queste operazioni è che la ragazzina si innamori dell’”ambasciatore” e non degni di uno sguardo il suo innamorato.
Sono stati anche testimoniati casi di approccio diretto, anche se in numero minore rispetto alla tecnica dell’ “ambasciatore”. Ad ogni modo, per amor di verità, dobbiamo affermare che, nonostante appunto quest’età del maschio che lo vede ai minimi di romanticismo e attratto dalle grezzerie più assolute, ancora una volta non manca il coraggio. Aspetto che vedremo, purtroppo, retrocedere con l’aumento dell’età.

..TO BE CONTINUED ....

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