venerdì 30 settembre 2011

Quote time

Le donne ed i gatti faranno ciò che vogliono, gli uomini ed i cani dovrebbero rilassarsi ed abituarsi all’idea.
R. A. Heinlein (via La Bottega di Amrita)



Disegno di Yoko Tanji

lunedì 19 settembre 2011

MANUALE D'AMORE DISPERATO: la questione di camere da letto

Un nuovo esilarante articolo che la plurilaureata docente LaCocchi, cortesemente, ha voluto condividere con il nostro master. Consigliamo a tutti la lettura del suo divertentissimo blog!

Intanto, gustatevi questa lezione, sulle situazioni più disperate in "camera da letto". Buona lettura, e grazie ancora alla docente :)


*   *   *


Ah, l'amore. Che cosa c'è di più bello dell'amore.
L'amore e le camere da letto e il fare all'amore e poi stare tutti abbracciati a chiacchierare del più e del meno e di quanto ci si ami e ci si voglia bene.

No, aspetta un attimo.

Questo succede quando va tutto bene. Quando siamo soddisfatti della prestazione avvenuta nella camera da letto e possiamo andare in giro felici e contenti a raccontare che abbiamo una relazione che ci rende completissimi, un'attività in camera da letto intensissima e bellissima, una connessione con il partner incredibilissima e blablabla.

Quando le cose vanno male il tutto va molto diversamente, non si è mai preparati e nessuno ti ha mai detto cosa devi fare nel caso in cui la situazione stia lentamente precipitando verso l'abisso.
Quando va male in camera da letto c'è imbarazzo. C'è che vorresti che si aprisse il letto e vorresti essere trangugiata dalle molle e poi più sotto dal pavimento e poi dagli inferi.
C'è che vorresti scappare da quella camera da letto in 12 nanosecondi primi, roba che Usain Bolt ti cederebbe la sua medaglia d'oro da centometrista, ma porco giuda, c'è buio, dove ho messo la borsa? E le scarpe?
C'è che invece che essere lì in quel momento ad avere una relazione che non andrà da nessuna parte, un'attività in camera da letto bruttissima e da tortura cinese, una connessione con il partner che nemmeno la connessione internet 56K era così pietosa, vorresti essere nella tua camera da letto a dormire sonni pacifici.

Ma quali sono i momenti peggiori in camera da letto? Le prestazioni peggiori degli ultimi secoli?
Ecco a voi una rapida spiegazione di quello che viene poi gentilmente tradotto, da uomini e donne, con un: "Sai mai più? Dico: MAI PIU'? Piuttosto mi arrangio."


1) L'apprendista imparanoiato
Questo è un problema sia maschile che femminile. E' quando l'altro non fa altro che parlare. È un continuo chiedere. Domandare. Richiedere. Ridomandare. Che dopo un po' si perde anche l'ispirazione e tutti i momenti del caso.
"Ti va bene così?" "Tutto bene?" "Ti piace?" "Ti stai divertendo?" "Come ti senti?" "Vuoi la musica?" "Vuoi da bere?" "Stai bene hai detto vero?" "Dove hai messo i preservativi?" "Ma prendi anche la pillola?" "Hai chiuso la porta?" "Hai caldo?"
Se parli ancora giuro che chiamo un esorcista.

2) L'ingegnere sessuale
Suppongo maschile e femminile anche questo punto.
L'ingegnere sessuale è maniaco dei centimetri, delle posizioni, degli angoli che devono fare le sue gambe con le tue, della posizione del cuscino sotto la sua testa, dell'angolazione astrale delle stelle in quel preciso momento che quindi porta ad usare una posizione stabilita.
È tutto un prenderti e ribaltarti e "No, no, così no. Più a destra, più a sinistra, non va bene così, ascolta me devi fare così. FIDATI." Perché loro sono ingegneri del sesso, e ne sanno a pacchi di centimetri, posizioni e angoli.
Ma di sesso non ne sanno niente.

3) Il quattro di spade
Questo punto ovviamente mi è stato raccontato dai miei amici maschietti, ed è stato messo al primo posto delle brutte esperienze in camera da letto.
Il quattro di spade è la donna immobile. Quella che non si muove. Non fiata. Non parla. Non la senti. Houston, abbiamo un problema.
Quella che dopo un po' ti viene da controllarle il polso.
Magari è morta schiacciata.

4) Il misuratore smisurato
Il misuratore seriale non può essere che uomo.
È fissato con le proporzioni e le prestazioni del suo oggetto preziosissimo. Siamo lí insieme e lui si loda e descrive le sue caratteristiche come stessimo parlando di un Bordeaux del 1900.
Tutte le donne con lui sono state benissimo. Tutte le donne lo trovano irresistibile. Tutte le donne gli hanno detto che è un master delle evoluzioni in camera da letto. Tutte le donne hanno detto che nemmeno le pile Duracell durano così tanto. Tutte le donne hanno decantato le dimensioni del suo oggetto.
Salvo poi scoprire che è dotato di un fagiolino. E che il fagiolino si sa, scuoce rapidamente.
Oppure che è dotato, sì, ma non sa proprio che farsene di tutta quella roba lì.

5) Il velociraptor
Scusate, ma questo siete voi maschi, eh. (Suppongo?!)
Il velociraptor non si basa sulla durata della prestazione, ma sui movimenti che somigliano più a quelli di un coniglietto in preda ad un attacco ormonale insaziabile. O quelli di un poveraccio in preda ad un attacco convulsivo. O quelli di uno che ha appena preso una scossa elettrica.
E no: non c'è un pulsante per spegnerlo.

6) Il morigeratore
Categoria maschile e femminile.
Il morigeratore si fa pregare. Una volta sì, due sono troppe, tre è che c'hai una malattia e devi andare a farti disintossicare. Una volta la mattina e poi niente fino al prossimo mercoledì sera alle 22.13 minuti.
Il morigeratore mente: dice che non ha preservativi. Invece ce li ha.
Il morigeratore è quello che usa quella frase che vi verrebbe da scaraventarlo\a fuori dal letto a calci in culo: "VUOI FARLO ANCORA? Ma se l'abbiamo fatto anche ieri sera!"

7) L'egoista catalettico
Bella categoria merdosa, gli egoisti catalettici. Può essere anche femminile? Non lo so.
Sta di certo che il maschio egoista catalettico io lo prenderei a sberloni in testa.
L'egoista (ma va?) pensa solo a se stesso. Pensa solo al raggiungimento di voi tutti sapete cosa. Ma solo da parte sua. Che gliene frega a lui se voi vi state divertendo quanto a farvi otturare una carie? Niente.
Raggiunto il suo scopo, cade pure addormentato.
E lui dorme beato, mentre tu gli auguri le peggiori cose che un essere umano possa immaginare.

8) Il naturalista
Non sono sicura che il naturalista possa essere applicabile al mondo femminile. Anzi, direi proprio di no. Non penso che vi sia mai capitato che una ragazza vi dicesse: "No no, non usiamo nessuna precauzione che mi fa schifo."
Il naturalista è contrario ad ogni tipo di precauzione. Il preservativo è il suo peggior nemico: non gli piace, non sente niente, gli fa schifo orrore e ribrezzo, rovina tutto, e poi tanto lui sa quand'è il momento giusto, e poi, soprattutto a cosa serve?
Serve che tra 9 mesi non voglio nessun bambino tra le palle e nessun deficiente da rincorrere per fargli sapere che lui e il suo essere naturalista, guarda un po', hanno dato i loro frutti.
E non ci terrei nemmeno a scoprire di aver preso, che ne so, una forma rarissima di demenza che si trasmette solo da rapporti sessuali non protetti.

Ecco spiegati gli 8 momenti peggiori che possono capitare in camera da letto.
Le situazioni in cui vorreste essere in camera da letto, oh sì, ma a dormire soli e tranquilli, senza nessuno che vi metta una mano sul culo mentre dormite pacifici e contenti.
E soprattutto, ecco spiegate le situazioni in cui "piuttosto di stare con uno di questi mi arrangio."
O pratico un sacco di astinenza.

giovedì 15 settembre 2011

Semiologia degli audiovisivi: esercizio


Canzone  da leggere, ascoltare e commentare: "Anche un uomo" di Mina (1979)


Ragazza mia ti spiego gli uomini
ti servirà quando li adopererai
son tanto fragili, fragili tu
maneggiali con curafatti di briciole, briciole che
l'orgoglio tiene su
ragazza mia sei bella e giovane
ma pagherai ogni cosa che otterrai
devi essere forte ma forte perché
dipenderà da te
tu sei l'amore il calore che avrà
la vita che vivrai
anche un uomo può sempre avere un'anima
ma non credere che l'userà per capire te
anche un uomo può essere dolcissimo
specialmente se al mondo oramai
gli resti solo tu
Ragazza mia adesso sai com'è
quell'uomo che mi porti via e vuoi per te




(Grazie alla nostra alunna Giulia S. per aver ispirato questo post!)


lunedì 12 settembre 2011

Detto? Fatto!
Come richiesto da un nostro alunno attento, ora anche il Master è su TWITTER - così da essere sempre aggiornate sulle nuove lezioni e le sempre mirabolanti scoperte scientifiche in campo Uomini delle nostre professoresse.
E poi non dite che non abbiamo a cuore i nostri alunni... ;)

http://twitter.com/MasterGdM

giovedì 8 settembre 2011

Uomini e sesso: cosa succede davvero "dopo"?

Abbiamo parlato di ansia da prestazione. Dell’atto in sé non ne parliamo, è un momento privato, che ognuno se lo gestisca come meglio crede. 
Oggi trattiamo il momento appena successivo l’atto amoroso, il famosissimo e temutissimo DOPO.
È stato dimostrato da studi sul campo che è in questo preciso momento che le differenze uomo-donna si fanno più evidenti e chiare a tutti. Ma cosa succede agli uomini e cosa succede alle donne? L’analisi, portata avanti da alcune scienziate della nostra équipe, ha dato i seguenti risultati e raggruppato le seguenti categorie (ovviamente sempre con l’intenzione di non generalizzare, uomini che leggete non offendetevi - donne, neppure voi, sappiamo che tutto è relativo nella vita).

Dopo il momento di “jouissance” ecco i comportamenti maschili più frequenti:

1) MORTE CEREBRALE: Il maschio, sfinito, si accascia ed entra in uno stato comatoso, fisico ma soprattutto mentale. Non proferisce verbo, permane immobile, il massimo che riesce a fare è mugugnare qualcosa, giusto per far sapere che non ha fatto un coccolone. Le domande più semplici gli risulteranno di difficilissima comprensione. Inutile dargli romantiche pacche sulle spalle: sembra che abbia appena fatto la maratona di New York e, insomma, ha diritto al famoso “riposo del guerriero”.

2) ATTIVISMO ESTREMO seguito da MORTE CEREBRALE: Il maschio appare attivissimo nel momento seguente. Si alza, va in bagno, fuma la sigaretta, lava i piatti, spazza la cucina, porta fuori il cane, si mette al computer. Ma non credete che questo attivismo significhi “cara, appena finite queste faccende verrò a coccolarti e parleremo tutta la notte”. NO. Sopraggiunge, anche in questo caso la “morte cerebrale” nel momento in cui lui, finite le indispensabili attività, si coricherà al vostro fianco. Voi inizierete a parlargli pensando che vi ascolti ma quando, mentre gli state raccontando dell’ultimo scoop dei divi di Hollywood, lo sentirete russare, vi arrenderete e sospirando vi girerete dall’altra parte. Oppure continuerete il monolgo col cane, lui vi ascolta sempre.

3) L’AFFAMATO: Il maschio è stremato, ma vi annuncia, dopo nemmeno un secondo dalla fine della sua performance, che ne vuole ancora. Voi, amabilmente, gli dite che non è necessario che faccia il superuomo, va bene così. Ma imperterrito e fiero, decide che vuole ricominciare, e lo fa spesso senza consultare il suo “collega”. Risultato di ciò è spesso una performance scadente, che dura ore ed ore, che fa incazzare lui perché non ce la fa ed annoia a morte voi che preferireste sfogliare l’ultimo numero di Vanity Fair in santa pace.

4) UPPC (uomo perfetto post-coito): Molto raro, ma esistente. È l’uomo che, dopo una performance soddisfacente (per lui e per VOI), si sdraia amabilmente al vostro fianco, vi prende tra le braccia e decide che quello è un bellissimo e intimassimo momento in cui si può parlare di tutto, dalle cazzate ai discorsi filosofici. Non importa che parli per ore, a volte basta davvero poco. L’UPPC è, purtroppo, in via d’estinzione. La caccia agli ultimi esemplari è aperta.

E le donne invece? Analizziamone, per par condicio alcune categorie:

1) DONNA LOGORROICA: La maggior parte delle donne è  affetta da questa sindrome. Se, normalmente, siamo più loquaci degli uomini, nel momento del post-atto diamo spesso il meglio (o peggio) di noi. Parte una parlantina portentosa, settemilaottocento parole in un minuto (quelle captate dall’uomo sono circa 5). Abbiamo una voglia matta di fare conversazione, su tutto: astronomia, gossip, cucina, macchine, ci buttiamo anche in argomenti di cui non abbiamo nessuna conoscenza. Ma è tutto inutile dato che ci troviamo di fianco la “morte cerebrale”.

2) UNA LACRIMA SUL VISO: ovvero la donna che, non si sa come mai, dopo la performance si intristisce, si deprime, e ogni tanto si fa pure un bel piantino. Il maschio spesso davanti alla donna in lacrime crede che lei si stia disperando perché la performance ha fatto schifo. Potrebbe anche essere, ma tranquillizziamo gli uomini: spesso sono gli ormoni a fare tutto e voi proprio non c’entrate un cacchio.

3) LA DONNA-UOMO: ovvero quella donna che fa la parte del maschio. Finito l’atto, si alza e se ne va, si fuma la sua sigaretta, si fa i cavoli propri e torna a letto (trovando il maschio nel 99 per cento dei casi già nelle braccia di Morfeo). Pare che questo tipo di comportamento sia apprezzato dal maschio, che però potrebbe farsi delle paranoie in proposito (“perché non è rimasta qua? Le faccio schifo? Ho la panza? Puzzo?”). Ma le paranoie, appunto, durano poco (vedi morte cerebrale sopra).

Questa era una categorizzazione di base, è chiaro che molte donne non si riconosceranno in nessuno dei casi citati, come forse alcuni uomini non si riconosceranno nelle categorie stabilite. Ciò che realmente conta è il raggiungimento di un equilibrio tra le parti e tra i comportamenti post-jouissance. E questo “equilibrio” richiede impegno da una parte e dall’altra.

venerdì 2 settembre 2011

L'incubo delle ex

Ebbene si, oggi affrontiamo il temutissimo discorso EX
Ogni uomo, a meno che per lui voi siate la prima (ma è spesso cosa difficile, e a volte non è neanche il massimo della vita doverlo istruire su tutto quel che riguarda relazioni, sesso ecc), ha avuto dei precedenti. Come ne avete sicuramente avuti voi, da cancellare o da ricordare con affetto, questo dipende. Il problema non è il passato amoroso in sé bensì come il vostro maschio, e anche voi, vi rapportate nel presente con questo passato. 
Quando è, insomma, che dobbiamo iniziare a preoccuparci del passato sentimentale del nostro uomo? E quanto dobbiamo dare importanza ai suoi racconti? Analizziamo i diversi casi in cui il maschio cita il suo passato sentimentale e cerchiamo di capire perché lo fa.

Caso 1: L’EGOCENTRICO: Codesto modello di uomo, con la copertura del “tenero romantico che non dimentica”, potrà spesso fare riferimento alla sua ex,soprattutto parlandovi di quanto ha fatto per lei, delle rose regalatele al compleanno, di quella volta che si è fatto duecento chilometri per vederla e così via. Il tutto per risultare ai vostri occhi l’uomo perfetto. Diciamolo, a queste tipologie di maschio, che la loro tecnica è, non solo fallimentare, ma anche pericolosa per loro. Perché elencando tutte le carinerie fatte in passato, la donna presente se le aspetterà tutte, dalla prima all’ultima. E se solo uno di questi romantici gesti non verrà eseguito, lo rinfaccerà al maschio per il resto della sua esistenza.

Caso 2: IL NOSTALGICO: Più pericoloso, parla della sua ex,ma con tono malinconico. E qui scatta il campanello d’allarme: c’è il rischio che il maschio sia ancora in qualche maniera legato alla sua ultima fiamma prima di voi. Esempi concreti. Vi trovate in un posto, il maschio si fa serio, “adotta” l’occhio vitreo- romantico-patetico, voi gli chiedete che succede. Inizialmente fa il restio, poi vi racconta che proprio in quel posto aveva conosciuto la sua ex. Oppure siete in un ristorante, andate in bagno e tornando lo vedete sospirare con aria sofferente da dandy in pensione: si, la cena in cui si è lasciato si era svolta proprio in quel ristorante. E voi vi sentirete pure in colpa per averlo portato lì in quel posto dove i suoi ricordi più dolorosi affiorano. LOL.

Caso 3: il COMPARATIVO. Questo maschio risulta fastidiosissimo. Egli infatti, non si sa per quale malsana intenzione sadica, ama confrontare voi e la sua/sue ex. In tutto. “Ah, si, vedi, Sali le scale partendo con il piede sinistro, proprio come faceva lei” oppure “Si, si tu sei stilosa, lei era più casual” oppure “Mangi il pollo, ah bene, a lei piaceva di più il vitello” e via così. A volte, nelle sue comparazioni, voi risultate vincente, altre invece sembra che vi stia comparando con un dio in terra. Non fate le offese, in questo caso, ma iniziate anche voi una sottilissima e dettagliatissima comparazione tra lui e il vostro ex uomo,incentrandovi soprattutto sulla sfera sessuale, quella di maggior interesse (e ansia) del maschio.

Caso 4: l’ARRABBIATO e DELUSO DALL’AMORE: È l’uomo che vi prende per una psicologa. E si sfoga, parlando malissimo della ex (dalla quale probabilmente è stato lasciato in malo modo). Parte con improperi, filippiche, monologhi il cui unico scopo è quello di autoconvincersi di non essere più preso della “stronza che mi ha fatto questo, quello, quello”. IL suo discorso si conclude con la patetica tesi che “io sono troppo deluso, non penso potrò più amare”. Si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e noi donne cediamo sempre agli occhioni lucidi e all’espressione corrucciata del maschio. L’ideale, invece, dopo queste pericolosissime parole che,adeguatamente parafrasate stanno a significare “Non è che non mi innamorerò più, è che son ancora innamorato di lei e certo non di te”, sarebbe finire il drink che si sta sorseggiando, alzarsi, girare i tacchi e scomparire. Lasciandogli il conto da pagare, è chiaro.

Caso 5: Il TROMBATORE SERIALE: Lui, di ex, ne ha avute ( a suo dire) così tante che non se le ricorda nemmeno. Se le è fatte tutte, magari ha spezzato il cuore di tutte, provocato fine di amicizie, litigi, uragani emotivi ecc, ma non gliene frega nulla. “L’importante è finire”, come dice Mina. Vi parlerà delle sue ex, come fosse un contadino che elenca tutte le verdure che coltiva, perché è questa più o meno l’importanza che ha dato alle sue ex e che, probabilmente allo stesso modo, darà a voi. Il trombatore seriale si bullerà moltissimo delle sue conquiste, rivelandovi anche particolari scottanti che a voi interessano più o meno come vi interessa la pubblicità del Tantum Verde. Ascoltate e sorridete, e passate anche una bella serata con lui, se vi va. Ma continuate a sorridere malignamente, perché prima o poi, è matematico, anche per questo tipo di maschio arriva la batosta. E anche bella forte.