giovedì 8 settembre 2011

Uomini e sesso: cosa succede davvero "dopo"?

Abbiamo parlato di ansia da prestazione. Dell’atto in sé non ne parliamo, è un momento privato, che ognuno se lo gestisca come meglio crede. 
Oggi trattiamo il momento appena successivo l’atto amoroso, il famosissimo e temutissimo DOPO.
È stato dimostrato da studi sul campo che è in questo preciso momento che le differenze uomo-donna si fanno più evidenti e chiare a tutti. Ma cosa succede agli uomini e cosa succede alle donne? L’analisi, portata avanti da alcune scienziate della nostra équipe, ha dato i seguenti risultati e raggruppato le seguenti categorie (ovviamente sempre con l’intenzione di non generalizzare, uomini che leggete non offendetevi - donne, neppure voi, sappiamo che tutto è relativo nella vita).

Dopo il momento di “jouissance” ecco i comportamenti maschili più frequenti:

1) MORTE CEREBRALE: Il maschio, sfinito, si accascia ed entra in uno stato comatoso, fisico ma soprattutto mentale. Non proferisce verbo, permane immobile, il massimo che riesce a fare è mugugnare qualcosa, giusto per far sapere che non ha fatto un coccolone. Le domande più semplici gli risulteranno di difficilissima comprensione. Inutile dargli romantiche pacche sulle spalle: sembra che abbia appena fatto la maratona di New York e, insomma, ha diritto al famoso “riposo del guerriero”.

2) ATTIVISMO ESTREMO seguito da MORTE CEREBRALE: Il maschio appare attivissimo nel momento seguente. Si alza, va in bagno, fuma la sigaretta, lava i piatti, spazza la cucina, porta fuori il cane, si mette al computer. Ma non credete che questo attivismo significhi “cara, appena finite queste faccende verrò a coccolarti e parleremo tutta la notte”. NO. Sopraggiunge, anche in questo caso la “morte cerebrale” nel momento in cui lui, finite le indispensabili attività, si coricherà al vostro fianco. Voi inizierete a parlargli pensando che vi ascolti ma quando, mentre gli state raccontando dell’ultimo scoop dei divi di Hollywood, lo sentirete russare, vi arrenderete e sospirando vi girerete dall’altra parte. Oppure continuerete il monolgo col cane, lui vi ascolta sempre.

3) L’AFFAMATO: Il maschio è stremato, ma vi annuncia, dopo nemmeno un secondo dalla fine della sua performance, che ne vuole ancora. Voi, amabilmente, gli dite che non è necessario che faccia il superuomo, va bene così. Ma imperterrito e fiero, decide che vuole ricominciare, e lo fa spesso senza consultare il suo “collega”. Risultato di ciò è spesso una performance scadente, che dura ore ed ore, che fa incazzare lui perché non ce la fa ed annoia a morte voi che preferireste sfogliare l’ultimo numero di Vanity Fair in santa pace.

4) UPPC (uomo perfetto post-coito): Molto raro, ma esistente. È l’uomo che, dopo una performance soddisfacente (per lui e per VOI), si sdraia amabilmente al vostro fianco, vi prende tra le braccia e decide che quello è un bellissimo e intimassimo momento in cui si può parlare di tutto, dalle cazzate ai discorsi filosofici. Non importa che parli per ore, a volte basta davvero poco. L’UPPC è, purtroppo, in via d’estinzione. La caccia agli ultimi esemplari è aperta.

E le donne invece? Analizziamone, per par condicio alcune categorie:

1) DONNA LOGORROICA: La maggior parte delle donne è  affetta da questa sindrome. Se, normalmente, siamo più loquaci degli uomini, nel momento del post-atto diamo spesso il meglio (o peggio) di noi. Parte una parlantina portentosa, settemilaottocento parole in un minuto (quelle captate dall’uomo sono circa 5). Abbiamo una voglia matta di fare conversazione, su tutto: astronomia, gossip, cucina, macchine, ci buttiamo anche in argomenti di cui non abbiamo nessuna conoscenza. Ma è tutto inutile dato che ci troviamo di fianco la “morte cerebrale”.

2) UNA LACRIMA SUL VISO: ovvero la donna che, non si sa come mai, dopo la performance si intristisce, si deprime, e ogni tanto si fa pure un bel piantino. Il maschio spesso davanti alla donna in lacrime crede che lei si stia disperando perché la performance ha fatto schifo. Potrebbe anche essere, ma tranquillizziamo gli uomini: spesso sono gli ormoni a fare tutto e voi proprio non c’entrate un cacchio.

3) LA DONNA-UOMO: ovvero quella donna che fa la parte del maschio. Finito l’atto, si alza e se ne va, si fuma la sua sigaretta, si fa i cavoli propri e torna a letto (trovando il maschio nel 99 per cento dei casi già nelle braccia di Morfeo). Pare che questo tipo di comportamento sia apprezzato dal maschio, che però potrebbe farsi delle paranoie in proposito (“perché non è rimasta qua? Le faccio schifo? Ho la panza? Puzzo?”). Ma le paranoie, appunto, durano poco (vedi morte cerebrale sopra).

Questa era una categorizzazione di base, è chiaro che molte donne non si riconosceranno in nessuno dei casi citati, come forse alcuni uomini non si riconosceranno nelle categorie stabilite. Ciò che realmente conta è il raggiungimento di un equilibrio tra le parti e tra i comportamenti post-jouissance. E questo “equilibrio” richiede impegno da una parte e dall’altra.

4 commenti:

  1. ma questo post è OTTIMO! non ce l'avete un account twitter? ad ogni modo ve lo pubblicizzo un po'!

    RispondiElimina
  2. Non ancora ma se i post continueranno a riscuotere così tanto successo potremmo anche pensarci ;)

    Grazie per la pubblicità!

    RispondiElimina
  3. HO appena creato l'account twitter,adesso è solo questione di capire come funziona (essendo io incapace tecnologicamente parlando). sono BILOLONA, Davenne aggiungimi,così magari mi spieghi anche qualcosina su questo twitter!:)

    RispondiElimina
  4. e ora c'è anche l'account ufficiale del master! ce l'abbiamo fatta ;)

    http://twitter.com/MasterGdM

    RispondiElimina

Hai trovato la lezione interessante? Hai suggerimenti sulla didattica? Scrivici!